Grazie alla collaborazione con Gucci e con l'aiuto della NASA, i Daft Punk mandano un satellite nello spazio con all'interno una copia del vinile, conservata per durare miliardi di anni.
Sul retro sono incise le istruzioni per farlo funzionare, la posizione della Terra nel sistema solare e diagrammi decifrabili da qualunque civiltà con conoscenze matematiche pari alle nostre.
Lo spunto nasce da un caso reale: il Voyager Golden Record, il vinile realmente inviato nello spazio dalla NASA nel 1977. Questo progetto è un concept fantasticato su un'ipotetica collaborazione tra Gucci e Daft Punk: non esiste alcuna partnership reale.
Il logo Gucci e la firma Daft Punk si sovrappongono su un terreno low-poly sotto un cielo stellato: l'ingresso nell'universo, non una copertina.
Si entra senza menù. Il logo Gucci e la firma Daft Punk si sovrappongono sul terreno low-poly e la traccia parte da sola: nei primi secondi non c'è nulla da cliccare, solo il suono e lo spazio. Lo scroll è l'unico comando, e muove la camera dentro l'ambiente invece di far scorrere una pagina.
Il percorso è lineare e obbligato: il racconto del vinile spedito nello spazio, la schermata dell'album, poi la costellazione dei tre profumi. Ogni tappa si apre solo quando la precedente è stata attraversata, così la scoperta ha un ordine e un tempo.
Nessuna vetrina, nessun prezzo in vista: i profumi si raggiungono solo arrivando in fondo al viaggio. L'accesso è la ricompensa, e chi non completa il percorso non vede il prodotto.
Il riferimento al vinile lanciato nello spazio porta la stessa idea: un oggetto unico, irraggiungibile, conservato per durare miliardi di anni. La capsule ne eredita il tono — pochi pezzi, un solo luogo dove trovarli, un rituale invece di un catalogo.
Il racconto
L'album
Ogni profumo prende il nome di un satellite e la propria atmosfera cromatica: non schede prodotto, ma zone diverse dello stesso universo.



Arrivati ai profumi serve un modo per sceglierli, e la navigazione non diventa una lista: il disco torna al centro dello schermo e gira. Ruotandolo si passa da un satellite all'altro — il vinile è il selettore, non una decorazione, e la stessa immagine che ha aperto il racconto lo chiude come strumento.
Un solo gesto continuo: la rotazione scorre i tre prodotti senza mai uscire dall'ambiente.
Fermata la rotazione, il flacone scelto avanza e si apre nella sua atmosfera: dal menù al prodotto senza salti di pagina.
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